Doru

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Sono nato e cresciuto in Romania in una famiglia semplice e sin da piccolo ho ricevuto gli insegnamenti cattolici. All’età di 14 anni ho iniziato a ribellarmi alle regole e a frequentare lo stadio per seguire la mia squadra del cuore, non perdendo l’occasione di andare anche in trasferta con la tifoseria. La mia vita ha subito una triste trasformazione: ho cominciato a imitare ciò che vedevo fare dagli altri; le prime parolacce, i primi furti.

A diciotto anni, finite le scuole superiori, sono fuggito clandestinamente dalla mia città (Constanta) in Italia. La mia speranza era riposta in un mio paesano che aveva delle conoscenze a Pisa, il quale mi aveva promesso di aiutarmi a trovare lavoro. Ma le cose non sono andate come avevo tanto sperato, e alla fine mi sono ritrovato solo in un paese straniero e senza lavoro. Mi sono cimentato in piccoli furti ai supermercati, passando poi ai centri commerciali; proprio per questo sono stato arrestato molte volte ma subito rilasciato a piede libero. Questo fatto tuttavia non mi ha mai fermato; anzi, mi incoraggiava ancor di più.

Dopo un anno sono partito per Londra. Rubavo portafogli e mi sono “specializzato” in clonazioni di carte di credito. Pensavo di essere tanto furbo e intelligente e che non avrei più conosciuto la vergogna di essere ospite forzato della prigione. Ho viaggiato per nove lunghi anni, dal 1998 al 2007, lontano da Dio, passando da uno stato all’altro (Inghilterra, Spagna Olanda, Francia), tornando spesso in Romania con tanti soldi, ma dentro di me c’era una grande sofferenza. Avevo realizzato il mio sogno ma non c’era pace dentro di me.

Mentre mi trovavo in Italia, sono stato arrestato il 10 maggio 2007. Nel carcere ho incontrato un mio connazionale che si era convertito durante il suo arresto. Egli ha iniziato a parlarmi di Dio, ma io non davo ascolto alle sue parole; speravo solo di uscire presto. Trascorsi un paio di mesi è arrivato un altro ragazzo in carcere, originario dall’Ucraina, e anche lui cercava di parlarmi del Signore, ma a me non suscitava nessun interesse. Con il passare del tempo spesso capitava che questi ragazzi che mi parlavano di Dio s’incontravano tra di loro per studiare la Bibbia.

Un sabato del febbraio 2008 sono andato nella cappella del carcere e sopra un mobile ho visto tante bibbie in lingua rumena. Non so spiegare bene il perché, ma dopo la mensa ho sentito forte in me il bisogno di leggere la parola di Dio e così ho preso tante bibbie e le ho portate con me in sezione. Si era formato un gruppo di preghiera, e i ragazzi che ne facevano parte andavano in una saletta per pregare, cantare, a lodare il nome del Signore. Immediatamente sono andato nella saletta; appena arrivato alla porta i ragazzi che mi hanno visto sono rimasti molto sorpresi, in quanto avevano visto che avevo con me tutte quelle bibbie in mano. Alla fine ne ho tenuta solamente una per me, lasciando le altre per i nuovi arrivati.

Fu così che ho iniziato a leggere la Parola di Dio, un po’ per curiosità, un po’ per passare il tempo; non mi accorgevo che in realtà il Signore aveva già cominciato a parlare al mio cuore. In quel carcere un pastore che da tempo svolgeva una missione di evangelizzazione, ha iniziato con i ragazzi del gruppo a studiare la Parola di Dio in modo assiduo fino ad arrivare ad offrire il culto al Signore. Dopo molte volte che i ragazzi m’invitavano a far parte della loro adunanza, ho accettato e ho cominciato a frequentare. Fu così che ho chiesto di incontrare il pastore e insieme a loro ho iniziato a partecipare alle adunanze. Ero molto attento a quello che veniva detto, e ascoltavo con serietà la Parola di Dio. I miei sentimenti erano cambiati, e dopo circa 10 mesi il Signore ha cambiato la mia vita – ho sperimentato la salvezza in Cristo Gesù. Dio mi ha liberato in carcere e ha riempito quel vuoto che avevo con la gioia, pace e amore. Ma mentre succedevano tutte queste cose sono venuto a sapere della sentenza, la quale mi condannava a 8 anni 4 mesi e 20 giorni di carcere.

Adesso non facevo più piani per andare a rubare non appena fossi uscito, ma con i miei fratelli si parlava della chiesa. Non appena ricevevamo la visita di un fratello in carcere parlavamo delle cose di Dio e dicevamo che le nostre sofferenze, le nostre colpe il Signore le aveva prese su di Sé sulla croce, e tutti miei peccati sono stati lavati con il sangue di Gesù Cristo. Gradualmente ho cominciato a capire che sono prezioso agli occhi Suoi.

Dopo quasi cinque anni passati in carcere io stavo aspettando il trasferimento in Romania; però i piani del Signore non sono uguali ai nostri. Lui opera per il nostro bene; così nel novembre 2011 sono uscito in affidamento in prova dal carcere di Imperia. Provate a pensare che gioia c’era nel mio cuore, prima in carcere il Signore mi ha liberato dalla schiavitù e mi ha dato la vera pace che proviene da Lui, e poi mi ha liberato anche dal carcere terreno. Adesso nel mio cuore ero davvero felice e mi vengono ancora adesso le lacrime e non saprei come ringraziare a Gesù. Adesso, anche se il giudice deve valutare bene la mia situazione, io so che Gesù Cristo è sopra di ogni cosa e che c’è un tempo fissato per ogni cosa sotto il cielo. So che sono un peccatore e che non merito nulla, e che tutto e per la grazia attraverso il sacrificio di Gesù Cristo che è morto per me, “perché Egli ha portato i peccati di molti e ha interceduto per i colpevoli” (Isaia 53:12).

Ora desidero dedicarmi al servizio di Dio con tutto il mio cuore, perché lui ci ha amato per primo, anche noi siamo chiamati ad amarci gli uni e li altri. Al Signore, e solo a Lui, sia la lode e la gloria in eterno. Amen! Colui che ha cominciato in voi un opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù (Filippesi 1:6). Il mio messaggio per chi legge la mia testimonianza e che Gesù può liberare da ogni cosa e ti chiama a se cosi come sei perché ti ama tanto.

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