Giuseppe

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Mi chiamo Giuseppe Di Martino, ho 33 anni e provengo da Mascali, un paesino in provincia di Catania. Voglio testimoniare l’opera che il Signore ha fatto nella mia vita.

Io sono cresciuto in una famiglia cristiana cattolica, ma mia nonna paterna, alcuni miei zii e cugini si sono convertiti più di 30 anni fa. Ricordo che da bambino, all’età di circa 6-8 anni, mia zia, sorella di mia mamma, quando era possibile mi portava al culto, nella chiesa Evangelica di Piedimonte Etneo, un paesino in provincia di Catania. Io andavo volentieri e ascoltavo il fratello Santoro predicare; mi piaceva come parlava. Ricordo le riunioni di preghiera che facevano i miei cugini con altri fratelli e sorelle nel salotto della loro casa; io mi mettevo ad ascoltare dietro la porta per sentire quando iniziavano a parlare in lingua e appena succedeva andavo di corsa in cucina e con felicità lo andavo a dire a mia zia, mia mamma e a tutti i presenti. Sapevo che lì c’era il Signore e provavo una grande gioia nel cuore. Però, quando iniziai le scuole medie, per impegni familiari e di studio non andai più al culto, se non per il battesimo in acqua dei miei cugini.

Crescendo, nella mia vita, ho sempre evidenziato e cercato, nel migliore dei modi, di mettere in pratica i valori trasmessi dalla famiglia come l’amore per la famiglia, il rispetto del prossimo, l’onestà ecc. e non ho mai cercato l’eccesso. Sono stato un ragazzo mite e tranquillo senza vizi tipo fumo, alcool, in discoteca sono andato qualche volta ma fatta l’esperienza non sono più andato perché non mi divertivo. Le cose di cui ero attratto erano l’acquisto di una moto, la patente, la macchina, insomma cose alla portata di mano e non ho mai rifiutato di ascoltare chi mi parlava del Signore. In estate nelle vacanze estive andavo a lavorare in officina per pochissimi soldi, mentre tutti gli altri si dedicavano a giochi, mare ecc.

Finiti gli studi, andai a lavorare e un giorno tornato a casa per pranzo, trovai un’aria triste a casa perché mi era arrivata la chiamata alle armi. Fatto il 1° mese a Taranto, mi spedirono a La Spezia dove mi trovai molto bene. Durante questo periodo feci un concorso che superai. Arrivata la chiamata per il concorso che avevo vinto mi presentai a Verona, in una caserma dell’esercito, per iniziare un percorso di addestramento abbastanza duro. Ben presto iniziai a pensare che non c’è la potevo fare, anche perché mio fratello Fabio in quel periodo si ammalò di una malattia sconosciuta che lo stava portando alla morte, ma guarito per opera del Signore tempo dopo. Ero da solo e mi sentivo solo, e una sera prima di addormentarmi mi rivolsi al Signore ringraziandolo e mi affidavo nelle Sue mani e iniziai ad andare a messa. Da quella sera ho preso la buona abitudine di ringraziare il Signore.

Nel 2007 una mia cugina mi regalò una Bibbia con dedica e versetti di incoraggiamento. Io accettai il regalo ma lo riposi in libreria.

All’età di 16 anni, ancora studente, ho conosciuto Paola con la quale mi sono sposato il 23 luglio 2011 dopo 12 anni e 5 mesi esatti. Fatto il viaggio di nozze, era arrivato il momento di fare le valigie e trasferirci qui al nord. Mentre preparavo le valige iniziai a sentire il bisogno di prendere la Bibbia che mia cugina qualche anno prima mi aveva regalato, e portarla con me. Ricordo che il bisogno di prendere la Bibbia era una sensazione molto forte, se non la portavo con me era come fare un torto ad una persona carissima, per cui la presi e la posi in valigia.

Arrivati a Marcon, disfatte le valige, presi la Bibbia e la riposi in uno scomparto del comodino in camera da letto, dove rimase per un periodo, fino a quando iniziai a sentire di nuovo quella sensazione che sentivo quando preparavo le valige. Da quel momento, iniziai a pensare di leggerla, ma rimandavo sempre di sera in sera e di settimana in settimana fino a quando una sera dovetti prenderla in mano e iniziare a leggere. Ricordo che iniziai a leggerla dalla prima pagina compreso l’indice. Da quella sera non sono più andato a letto senza aver letto la parola del Signore.

Leggendo non capivo come trovare i riferimenti che si trovano come apice e ricordo che mi trovavo sul letto e chiesi a al Signore di farmi capire come leggere la Bibbia. Il Signore non tardò: infatti trascorsa neanche una mezzoretta capì come trovare quello che cercavo, e questo mi colpi tanto.

Col passare del tempo mi iniziarono a tornare in mente cose che io avevo completamente dimenticato negli anni, come il parlare in lingue dei miei cugini, tutti i ricordi di quanto ero bambino. Leggendo la Parola del Signore, capivo che per tutta la mia vita non ero mai stato da solo.

Iniziando a rivedere la mia vita trascorsa, tutto quello che io ho avuto, a cominciare da una famiglia straordinaria che mi ha trasmesso sani valori e principi, la forza di affrontare situazioni che per me era impossibile superare, una moglie con i miei stessi principi e semplice, il lavoro, il modo in cui sono stato sempre lontano da certi ambienti, i progetti che io volevo fare e che non mi erano riusciti ecc. Ho realizzato che il Signore ha scelto per me e che mi ha guidato come si guida un bambino, e che non c’è fortuna o bravura: è solo la volontà del Signore.

Da allora leggere la Parola del Signore non era più un semplice leggere ma qualcosa era cambiato.

L’estate del 2014, io e mia moglie siamo andati in ferie a casa in Sicilia. Mia mamma, anche lei convertita, volendo trascorrere il poco tempo a disposizione con noi e cucinare le cose che a noi piacciono e che non abbiamo disposizione qui nel Veneto, la domenica mattina non riusciva ad andare al culto. Sapendo questo, proposi un giorno a mia mamma che se volesse andare al culto, io e Paola l’avremmo accompagnata. Mia mamma accettò subito. La domenica, come concordato, andammo in chiesa e ricordo che durante lo svolgimento del culto piangevo. Se non mi fosse trattenuto, avrei pianto come un bambino, ma non capivo il perché di quel pianto.

Finito il culto, siamo tornati a casa e finite le ferie io e Paola siamo ritornati nel Veneto, riprendendo la solita vita. Per me qualcosa era cambiata e avevo in mente di chiedere a Paola se volesse andare in una chiesa evangelica, ma mi tratteneva il pensiero di qualche rifiuto che poteva essere causa di diverbi. Un giorno glielo chiesi e anche lei era d’accordo. Subito ho pensato che il Signore è maestoso, grande e che non lascia cose incompiute.

Subito cercammo su internet per vedere quale chiesa era più vicina ma, per un motivo o per l’altro, dal momento che si era deciso di andare in una chiesa evangelica passarono due mesi abbondanti fino a quando, a novembre 2014, mi venne a fare visita una mia cugina con la sua famiglia, anche loro credenti, facenti parte della chiesa di Arona. Trascorsi un paio di giorni, mia cugina mi chiese se volevamo andare in chiesa e la prima domenica di novembre 2014 varcammo la soglia di questa meravigliosa comunità. I miei cugini, poco tempo dopo, mi hanno dichiarato che loro erano venuti con l’intento di portarci in chiesa, e penso che il Signore ha voluto fare come fece con Saulo a cui mando Anania per fargli ritornare la vista.

Da allora in chiesa vengo sempre, tranne per motivi di lavoro, perché sento il bisogno di sentire la parola del Signore, di lodarLo e di ringraziarLo per tutto quello che Lui ha fatto per me.

Per me aver piegato le ginocchia davanti al Signore è un onore, per me, questa è la grazia più grande che si può ricevere dal Signore essere qui alla Sua presenza. Si può essere benestanti, ci si può adattare a questa società, si possono ricercare e ottenere svariati divertimenti ma senza il Signore si è nulli, vuoti, io ho trovato la pace solo nel Signore.

Io so che il Signore opera al momento giusto, ma il mio rimpianto è che per tanti anni sono stato lontano dal Signore, ma ora che ho trovato la Perla, di questo rimpianto ne faccio tesoro perché non voglio vivere mai più lontano da Lui, anzi, con l’aiuto del Signore, custodirò questa Perla con tutte le mie forze costi quel che costi.

Chi abita al riparo dell’Altissimo riposa all’ombra dell’Onnipotente. Io dico al Signore: “Tu sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio, in cui confido!”

Poiché tu hai detto: “O Signore, tu sei il mio rifugio”, e hai fatto dell’Altissimo il tuo riparo, nessun male potrà colpirti, né piaga alcuna s’accosterà alla tua tenda. Poiché Egli comanderà ai suoi angeli di proteggerti in tutte le tue vie. Essi ti porteranno sulla palma della mano, perché il tuo piede non inciampi in nessuna pietra.

Poich’egli ha posto su di me il suo affetto, io lo salverò; lo proteggerò, perché conosce il mio nome. Egli m’invocherà, e io gli risponderò; sarò con lui nei momenti difficili; lo libererò, e lo glorificherò. Lo sazierò di lunga vita e gli farò vedere la mia salvezza.

(Salmo 91:1,2,9-12,14-16)

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